All'alba, tutto infreddolito mi son recato fuori dalla stazione .L'autobus per l'aeroporto ha ritardato di un'ora.Mi ricordo che alla fermata pioveva e così dopo una notte passata all'addiaccio ,malgrado il pessimo caffè preso alla machinetta della stazione,ho continuato a penare.
Il bello è ,che per recuperare il ritardo ,il conducente cuidava come un forsennato alternando accelerazioni improvvise e frenate pazzesche. Tanto che a un certo punto il mio bagaglio ,sfugitomi di mano, si è messo a ruzzolare qua e là per tutto il pulman.
Tentare di riprenderlo nemmeno a provarci. Perciò l'ho lasciato stare, badando piuttosto a tenermi saldo per non rompermi l'osso del collo .Che gli venga un bene! Mi sa che quel figlio di buona donna alla guida fosse un ex gondoliere pentito e frustrato!
Comunque anche se un pò tartassato,all'aeroporto sono arrivato tutto intero.
Sbrigate le tediose facende burocratiche, alla fine sono riuscito a fare il primo imbarco del lungo viaggio che mi attendeva. Ammetto che c'erano stati dei contrattempi ,ma in compenso a portar iella ,di gatti neri in giro non c'era ombra.
Atterrato a Madrid e fatto capolino fuori dal tunnel mobile che collega l'aereo allo scalo, mi son reso conto che non avrei trovato l'orientamento nemmeno con una bussola in mano.
Infatti l'areoporto è talmente grande ,moderno ed automatizzato che mi sembrava di stare su Marte . Per districarmi in quel labirinto ho dovuto fare un sacco di domande ,cercando a malapena di capire le risposte.
Sta di fatto che il tempo impiegato per adempiere le necessarie formalità ,si è rivelato appena sufficente per giungere puntuale al mio secondo imbarco per l'Argentina .(segue)
mercoledì 12 febbraio 2014
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