Davanti a me nel giostrare del traffico, una moltitudine di taxi giallo-neri sciamavano come api.
Andando incontro ad uno di loro, mi son rivolto al tizio che era al volante: "Hòla amigo,quanto vuoi per portarmi a Buenos Aires ?"
"Sesenta pesos,senor!"
"Affare fatto.Metti in moto !"
Come son salito in auto, lui si è esibito con una partenza da Formula Uno, guidando nel traffico notturno con preoccupante spericolatezza .
"Mannaggia,possibile che anche qui vi siano alievi di Shumacher ?" mi son chiesto stizzito.
Inoltre durante il tragitto ho dovuto sottostare a malavoglia ad un mucchio di domande. Si sa che i tassisti, bontà loro, in generale sono particolarmente socievoli e curiosi !
Malgrado fossero passate trenta ore da quando avevo lasciato l'Italia, a tenermi sveglio non era tanto il dovergli rispondere, ma l'incosciente disinvoltura della sua guida nell'effettuare sorpassi ed altre manovre azzardate da far rizzare i capelli !
Mentre lui tirava dritto come se niente fosse, io sedutogli accanto irrigidito come un baccalà norvegese, tenevo i piedi puntati ,un braccio contro il cruscotto e l'altro attaccato alla portiera. Ero così teso che pur facendo il possibile per dissimulare il mio timore,mi sembrava di star seduto su dei carboni ardenti !
Mezz'ora dopo stavamo percorrendo le vie della Capitale,ma l'andatura vivace non cambiava ed io non vedev l'ora di scendere .
Finalmente, dopo una ennesima sterzata per evitare una finta bionda che vendeva sesso in mezzo alla strada, con una brusca frenata Domingo,così si chiamava quel figlio di buona donna, mi ha scaricato in calle (via) Rivadavia al 1425 : Hotel Sportsman. (segue)
martedì 18 febbraio 2014
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