Ero in Argentina!
L'areoporto di Ezeiza, distante 35km dalla capitale Buenos Aires,non regge però il confronto con quello di Madrid ,che è tutta un'altra cosa !
Raggiunto il piano terra del Terminal 4, accerchiato da bar,uffici,duty free shop e chi più ne ha più ne metta,mi son seduto sul mio zaino come un ubriaco che sta aspettando che passi la sbornia. "Cavolo, addesso che faccio?!".
Intorno a me ,una ciurma di imbonitori vocianti, sembravano offrire il paradiso a prezzi stacciati .Il loro scopo invece era quello di spennare gli incauti con una assistenza a prezzi proibitivi !
Quando si è soli in un paese sconosciuto, l'approdo è destabilizzante. Non bisogna asolutamente perdere la testa e ragionando cercare di organizzarsi quanto prima.
Questo appunto era ciò che cercavo di fare perso com'ero in mezzo alla baraonda, come l'ago di una bussola alla ricerca del nord. Perciò ignorando il canto di certe sirene, mi sono avviato rissoluto verso l'uscita dell'aeroporto.
Appena messo il naso fuori, ecco il primo impatto con l'atmosfera sudamericana !
Il piazzale antistante brulicava di automezzi in movimento che formavano un carosello scintillante di luci come un luna park. Ho provato la stessa sensazione che si ha d'estate quando uscendo da un locale con l'aria condizionata sembra di ricevere un colpo da K.O.
Anzi in questo caso ,due !
"E ora ? Animo!" mi son detto," hai voluto la bicicletta? Addesso pedala !" come si dice dalle mie parti. Restare li impalato non serviva a niente . Dovevo al più presto prendere una decisione .
(continua)
lunedì 17 febbraio 2014
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