Allontanandosi da Bahia Blanca, la vede prateria si tramutava in una arida steppa arida e deserta. Sotto un cielo azzurron e limpido come il cuore d'un bambino, l'autobus correva su un interminabile nastro d'asfalto somigliante a una spada che si perde all'orizzonte.
A lunghi intervalli incrociavamo solitari binari che in una dimensione senza tempo sembravano aspettare treni fantasma. Stupito, guardando attraverso il vetro , fissavo l'immagine di un paesaggio nuovo per me inconsueto, ipnotizzato da quel assurdo nulla che si protendeva in ogni direzione. Un vuoto pazzesco !
Ma cosa ci viene a fare la gente da queste parti ? Mi interrogavo .
Alcuni per spirito d'avventura , ed altri forse per tagliare i ponti con quel mondo schifoso in cui viviamo ,o per cercare se stessi e una spiritualità perduta....
Attraversato il RioColorado il "dado è Tratto" . Indietro non si torna ! E' già Patagonia !
La prima cittadina che s'incontra è Pedro Luro. Nelle cui vicinanze in un fortino abbandonato riposano le spoglie del beato Ceferino Namuncurà. Figlio d'un famoso capo indigeno, convertitosi al catolicesimo . Poi in mezzo al nulla ed in completa indifferenza ,ci si lascia alle spalle la località di Stroeder.
C'e' da dire che per abbreviare le grandi distanze, la Ruta 3 che si percorre ,passa per lunhi tratti lontanodalla costa atlantica .Ciò rende difficoltoso l'avvicinamento ad alcuni centri come San Blàs per esempio, che prima con le vcchie strade provinciali erano facilmente raggiungibili.
Dopo quattro ore di paesaggio uniforme e desabitato e con le orecchie rintronate dal rumore del pulmann sono sceso a Viedma. (segue)
martedì 18 marzo 2014
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