lunedì 10 marzo 2014

Giunti al centro della città, su mia richiesta abbiamo percorso alcuni isolati alla ricerca d'un alloggio non troppo caro. Ma, dopo averne scartati alcuni somiglianti a tane per topi, non mi reggevo più da sonno, e a quel punto intravista una invitante insegna luminosa :
"Alt ! mi fermo qui!"ho intimato. "Hotel Belgrano ".Era mezzanotte.
Ragazzi che dormita !
Alle otto del mattino seguente ero già sveglio e pimpante. Un buon riposo mi aveva restituito forza ed entusiasmo. Ed era proprio quel che ci voleva!
Fatta colazione, mi sono incaminato lungo le vie principali per farmi un'idea della città.
Vecchi autobus, auto malandate in compagnia di altri catorci rapezzati alla meglio, sfrecciavano impuniti in un traffico infernale . Non ho visto un vigile .E quel mucchio di ferraglia da mandare agli alti forni va e non la ferma nessuno !
I marciapidi pululano di negozi, commerci d'ogi tipo e le solite banche  che hanno sedi sontuose in moderni edifici. Sono stato a Plaza Rivadavia, dove termina l'Avenida Colòn, ho passeggiato nel Parque de Mayo e lungo il Paseo de las Esculturas.
Pr finire ho visitato le "cantinitas" che sono i locali tipici della zona portuale .
Bahia Blanca ebbe origine attorno un fortino e fu così chiamata perchè il sole facendo evaporare l'umidità lascia sedimentare il sale che da un colore sbiadito alle sue coste.
Nei secoli scorsi ,i bastimenti provenienti da Europa e Nordamerica, caricavano qui
nelle loro stive l'olio e le pelli di foca che i cacciator facevano arrivare dalla bahia di San Blas. Ancora oggi dal suo importante porto, si esportano i prodotti della Pampa in special modo carne e cereali.
Da questa città che è considerata la porta della Patagonia s'irradiano numerose strade . Tra cui la famigerata Ruta 3 che avrei dovuto seguire per arrivare all'estremo sud del continente....(Segue)

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