lunedì 24 marzo 2014

segue "Margarita's ....

Portati a spaso col taxi, alla fine ci siamo accasati a un'osteria chiamata "Estrella".
Lì. per venticinque pesos ciascuno inclusa una frugale colazione, Ylenia ed io abbiamo condiviso una stanza con due letti singoli. Nel mutuo rispetto abbiamo fatto delle piacevoli chiacchiere,ridendo di gusto quando a mia volta cercavo di spicciccare qualche parola d'inglese. L'ostello si trovava ai bordi d'una larga via . Ad alcuni passi da noi all'angolo del crocevia , tra le quattro mura scrostate di una abitazione c'era l'"almacèn". Un piccolo emporio di frutta ,verdura ed altri poveri alimenti ,gestito da una giovane copia di ecuadoriani. L'interno permeava di odori di frutta esotica ed aromi di spezie.
S'un grezzo pavimento di mattoni anneriti dal calpestio, casse d'ortaggi prontamente alla mano,stavano sparse in ordinato disordine. Altre invece erano in mostra su dei ripiani addossati alle pareti. A completare lo spartano arredamento, c'era inoltre una vecchia bilancia un pò arruginita ma perfettamente funzionante che pesava con onesta precisione.
Al bisogno, da una porticina retrostante, la moglie compariva reggendo con una mano un bimbo di pochi mesi attacato al seno, e con l'altra aiutava il marito a servire i clienti.
Lui, Joaquìn, con la pelle brunita ereditata al sole dell'equatore, lasciava trasparire dal suo sguardo melencolico tutta la nostalgia per il paese d'origine. Chissà quanto gli pesava la scelta di venire nella desolata Patagonia per crearsi un futuro . Ma il coraggio e la speranza dei disperati non hanno confini ! (segue).

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