......Nel procedere oltre, la strada con il suo tracciato lineare, viene di nuovo inghiottita dal vuoto allucinante della steppa. Centinaia...e ancora per centinaia di chilometri. Com'è grande questa terra! Ci si viaggia dentro e, seppure circondati da un vuoto esasperante, si ha la sensazione di essere prigionieri....,di non uscirne mai ! Solo il cielo e l'orizzonte per compagni....
Succubi di una tale vastità ci si sente smarriti ....e nell'intimo i pensieri cavalcano il vento:"Che ci faccio da solo quaggiù in mezzo a sconosciuti ?! ..e se mi succedesse qualcosa ? A chi gliene fregherebbe !"
Pieno di timori e perplessità sento il cuore battermi forte come volesse arrendersi ed abbandonare l'anima .... Sono attimi di sconforto di cui non ci si deve vergognare. Siamo umani e può a volte capitare che in preda ad emozioni mai provate ci si senta come arrivati alla frutta. Sono momenti critici duranti i quali raschiamo il fondo di noi stessi ....S.O.S ... Ma bisogna reagire se no sei fregato !!
Questo genere di viaggi non si fa per scattare solo fotografie ,ma è affrontando l'ignoto che capiamo di che pasta siam fatti . Poichè in ciò che è per noi nuovo, difficile e inconsueto, mettiamo a nudo le nostre capacità e sopratutto i nostri difetti. Per beneficiarne, dobbiamo però accettare tutto ciò che di bene o male trviamo sul nostro cammino.Sacrifici compresi. Solamente così il nostro viaggiare avrà un significato.
Ai fortunati che lo faranno in questa maniera, la Patagonia non offre divertimenti, ma le emozioni che ti regala sono come rose colte tra le spine .
I tempi di Bruce Chatwin sono finiti ,ed attualmente i principali percorsi si fanno a bordo di comodi autobus.
Tuttavia il senso d'avventura che si vive rimane intatto,alimentato com'è dal fascino imperituro di questa terra lontana che alimenta la nostra fantasia e il nostro desiderio di evasione.......(segue).
martedì 13 maggio 2014
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