lunedì 12 maggio 2014

(seguito del mio viaggio un Patagonia)

...Dopo quattrocento km.-una bazzecola!- eccomi a Comodoro Rivadavia, la petrol city capitale australe dell'oro nero. La città è situata sul Golfo di San Jorge e sorge su un terrazzamento degradante tra gli alti dirupi del Cerro Cenque che la stringe verso l'0ceano.
Fondata ai primi del Novecento da coloni boeri fuggiti dal Sud Africa, all'inizio non era altro che un piccolo porto da cui si esportava la lana degli allevatori. Poi per caso, come spesso accade, nel trivellare un pozzo alla ricerca dell'acqua, venne fuori petrolio a profusione. Da quel giorno il futuro di Comodoro Rivadavia era segnato ! Da allora, la città si è viluppata velocemente diventando operosa, moderna e benestante contornata da belle ville ,grandi palazzi e negozi all'ultima moda. Il tutto ordinato e talmente pulito, oserei dire sterilizzato, da sembrare sembrare una clinica.
Va da sè che una città simile talmente in disarmonia col paesaggio che la circonda, è qualcosa di anacronisto e talmente fuori luogo da sembrare un incubo nel deserto! Oh, a me ha fatto questa impressione !
Fortunatamente nei suoi dintorni il territorio riprende ad essere più selvaggio che mai ,tornando ad appartenere più agli animali che agli uomini.
Usciti da Comodoro Rivadavia ,si procede per una ottantina di km. fino a Caleta Olivia. Chiamata così da un capitano italiano col nome della ragazza di cui era innamorato.Qui in passato s'imbarcavano lana e pelli di pecora provenienti dall'immensa proprietà dei Menèndez-Behety, che possedevano le fattorie più grandi della provincia di Santa Cruz.
Ora al contrario, a farla da padrone è il petrolio ed ogni cosa si muove attorno a questa nuova e imprescindibile risorsa.  (segue)

Nessun commento: