Sbarcati sulla riva opposta l'autobus ha ripreso a divorare l'asfalto per una cinquantina di chilometri fino alla località di Cerro Sombrero. Poi di nuovo s'è infilato in una strada polverosa invariabilmente diretto a sud ,imprigionato nell'immutabile e paranoico abbraccio della steppa. Dio ,ma quando finisce tutto questo !.?....
Dopo un lungo tratto ecco che la pianura si fa ondulata e cominciano ad apparire piccoli stagni dove si abbeverano gruppi di animali. Nessuna traccia di essere umani fino al posto di frontiera di San Sebastià dove si rientra in territorio argentino.
Con gli ultimi colpi di tosse rimuovo la polvere dai polmoni, mentre Rodin il mio vicino di viaggio mi porge solertemente il suo thermos con la sua micidiale mistura . Rifiuto. Preferisco morire d'asfissia !
Per fortuna riprendiamo la strada pavimentata ,mentre l'arida distesa si tinge poco a poco di verde. Appaiono i primi alberi e segnali d'insediamento umano . Indi isolate fattorie come l'Estancia Sara nei pressi in cui stiamo transitando. Di tutte la maggiore è l'Estancia Primera Argentina, fondata nel 1896 dallo spagnolo Menèndez.
Man mano che si avanza si entra in una zona ricca di pascoli che gli antichi abitanti chiamavano Onaisin il paese degli Onas. Gli Onas, alla pari di altre etnie indigene della Terra del Fuoco ,furono sterminati poco alla volta dai crudeli allevatori che s'impossessarono delle loro terre unitamente a una masnada d'avventurieri senza scrupoli
attirati dalla scoperta dell'oro. Il più noto fu Julius Popper che nella Penisola del Pàramo
installò il primo Lavadero de Oro .Costui con il beneplacito dei potenti allevatori e col pretesto di combatter gli indios ostili, si circondò di un vero e proprio esercito d'avventurieri e delinquenti ,coniando addirittura una propria moneta.
Questa terra è ancora avvolta nel mistero del passato . E per chi volesse approfondire ,la sua storia drammatica sgomenta ed allo stesso tempo avvince come un libro d'avventura !(segue)
domenica 15 giugno 2014
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