Il giorno precedente la mia partenza da Rio Gallegos, alle dieci di sera ero già coricato nel mio letto coi vestiti addosso ed il bagaglio pronto vicino all'uscio. L'indomani avrei dovuto alzarmi presto per non perdere l'autobus per la Terra del Fuoco. Pur contando le pecorelle ,la notte dovuto all'ansia, l'ho trascorsa in bianco.
rimediando due occhiaie come fanali di bicicletta.
Sopraggiunta l'alba, dopo una frugale colazione mi son caricato il mio fardello sulle spalle e sono uscito all'aria libera. Si va !...Chiamo un taxi e raggiungo la stazione dei bus.
Tutto intorno una folla di viaggiatori cingeva d'assedio il terminal come fosse Forte Alamos .
Ognuno a modo proprio trascorreva l'attesa nelle più svariate posizioni : chi in piedi, chi steso sullo zaino e chi malconcio sdraiato sul pavimento. Tutti però contagiati da un'unica malattia : andare, partire verso una meta ! Fra di essi c'era anche un gruppo di peruviani diretti a lavorare a Rio Grande .Pensate quanta strada avevano fatto quei poveretti ...
A un certo punto in mezzo alla folla si alza un maturo signore che a voce alta e ritto s'una sedia ha incominciato a parlare di Dio e della sua misericordia. Molti dei presenti non comprendendone la lingua non lo stavano nemmeno a sentire, altri considerandolo un pò strambo sorridevano con ironia.
Personalmente quell'originale predicatore mi ha impressionato per il coraggio ed il fervore con cui manifestava la sua fede .(segue).
domenica 1 giugno 2014
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