....Per chi giunge via terra dalla Ruta 3, Ushuaia appare d'improvviso adagiata in un'ampia baia sul Canale di Beagle , contornata come una regina da oscure montagne coi picchi innevati e i ripidi fianchi coperti di foreste che scendono fino al mare. Tra essi spicca il Monte olimpia che con la sua cresta appuntita sembra vigilare sul grandioso panorama circostante.
Quando siamo scesi dall'autobus, il sole al tramonto regalava l'ultimo saluto del giorno incuneando bagliori irridescenti tra le cime dei monti.
Sul marciapiede ,Rodin ed io rimasti per ultimi stavamo aspettando l'anima buona d'un taxi a cavalcioni dei nostri bagagli. Gli altri viaggiatori un pò alla volta s'erano già dileguati.
Ma stranamente , forse ancora sotto l'effetto dell'emozione,nessuno dei due aveva fretta .
Con l'imminente sopraggiungere della notte i lampioni lungo le strade che andavano man mano accendendosi fino alle falde dei monti disegnavano l'intera mappa della città. Tutta la baia sembrava un gigantesco presepe. " Grande!" esclamò Rodin facendo saettare il flash della sua machina fotografica .(segue)
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