....Ad escursione conclusa ci siam rintanati pure noi dentro all'Osteria Alakush e per scaldarci ci siam seduti cicino ad uno scoppiettante cammino tenendo tra le mani un fumante e corroborante bicchiere di tè.
Rientrando ad Ushuaia faceva già buio.E siccome per quel giorno ne avevamo avuto abbastanza, Rodin ed io ci siamo di nuovo separati per andare ogniuno al proprio alloggio. Lui alla sua bella reggia ed io al mio nido di falco....
La mattina seguente eravamo impegnati ogniuno per i fatti nostri ,con la promessa che a mezzogiorno ci saremmo ritrovati al "murales" delle Poste per andare in un ristorante a mangiare la "centolla". Una specie di grosso granchio specialità culinaia del luogo.
Alla mezza circa, Rodin e arrivato in compagnia di una ragazza argentina invitata a pranzo, che faceva la commessa in una gioielleria. L'aveva conosciuta ha detto lui a forza di ficcare il naso
nelle vetrine dei negozi di preziosi che attiravano tanto la sua attenzione.
Consigliato da lei, mi disse che avrebbe voluto acquistare se gli riusciva, qualche oggetto di valore a buon mercato. Evidentemente il suo budget più alto del mio glie lo permetteva, perchè sembrava che non volesse lasciare la Patagonia senza concludere un buon affare.
Ma forse non è riuscito nel suo intento, visto che in seguito non me ne ha più parlato.
Rodin era fatto così. Non stava fermo un minuto e la sua mente fervida non conosceva tregua. A conferma che per il giorno dopo aveva prenotato anche per me una nuova escursione al ghiacciaio Martial. (segue)
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento