All'alba del giorno dopo il sole ha fatto subito capolino ,facendo presagire una buona giornata.
Colazione, solito appuntamento ai "murales" del edificio della Posta, e via di corsa a prendere un'altro di quei minibus che si arrampicano come ragni per le strade scoscese dei dintorni di Ushuaia.
Rodin sorrideva sotto i baffi perchè nella veci di tour operator aveva organizzato tutto lui. A me stava bene così,anche perchè ci sapeva fare.
Costeggiato per un breve tempo il Rio Esperanza , ci siam portati presto alle falde dei Monti Martiales e siam scesi in una piazzola dove c'è un impianto di risalita.
Qui, per mezzo della segiovia abbiamo raggiunto in quota il rifugio del Club Andino nei cui pressi si trova la Laguna del Diablo.
Dal rifugio, dopo una faticosa salita di due ore, superato in altezza il limite della foresta, siam giunti tra creste e dossi alla base del Ghiacciaio Martial.
Male equipaggiati e facendo molta attenzione, abbiamo cominciato a procedere sulla superficie innevata . L'aria rarefatta ci bruciava la gola.
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